awalkintheclouds

“Come se la pienezza dell’anima talvolta non traboccasse attraverso le metafore più vuote perché nessuno, mai, riesce a dare l’esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana spesso è come una caldaia incrinata su cui battiamo musica per far ballare gli orsi, quando vorremmo intenerire le stelle.”
— (Gustave Flaubert)

“Kafka sulla spiaggia”

«Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia».

Haruki Murakami

“Quelli che cedono alle proprie emozioni o ai propri capricci, quelli che si infuriano dall’alba al tramonto sono al riparo da turbe gravi. […] Per essere normali, per conservarsi in buona salute, non dovremmo prendere a modello il saggio bensì il bambino, rotolarci per terra e piangere tutte le volte che ne abbiamo voglia. Che cos’è più deplorevole del volerlo e non osare farlo? Per aver disimparato le lacrime, noi siamo senza risorse – inutilmente inchiodati ai nostri occhi. Nell’Antichità si piangeva; e così pure nel Medioevo e durante il Grand Siècle […]. Successivamente, a parte l’intermezzo romantico si è gettato il discredito su uno dei rimedi più efficaci che l’uomo abbia mai posseduto. Si tratta di una disgrazia passeggera o di una nuova concezione dell’onore? Ciò che pare sicuro è che tutta una parte delle infermità che ci travagliano, tutti questi mali diffusi, insidiosi, non identificabili, derivano dall’obbligo che abbiamo di non esternare le nostre frenesie o le nostre afflizioni. E di non lasciarci andare ai nostri istinti più antichi”.
Cioran

Yann tiersen

ptvmxrina:

so i read this poem somewhere on this website a while ago and i loved it
and today had been raining during the whole day so i decided to write it on a piece of paper and do this, pretty shitty though

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(via farthest-away)

I stepped into the bookshop and breathed in that perfume of paper and magic that strangely no one had ever thought of bottling.

Carlos Ruiz Zafon, The Angel’s Game

Book Geek Quote #588

(via bookgeekconfessions)

(via enchanted-corner)